
Come Vestirsi a Cipolla in Montagna: Guida al Sistema a 3 Strati
“Non esiste buono o cattivo tempo, esiste solo buono o cattivo equipaggiamento”. Questo vecchio detto nordico è la bibbia dell’escursionista.
Il problema principale del trekking non è il freddo polare, ma la gestione del sudore. Sudare in salita e poi fermarsi al vento con i vestiti bagnati è la ricetta perfetta per ammalarsi o andare in ipotermia. La soluzione? Vestirsi a cipolla (o layering system).
Non si tratta solo di mettere tante maglie una sopra l’altra, ma di usare tre strati tecnici specifici che lavorano insieme. Vediamo come.
Il nemico pubblico numero 1: Il Cotone
Prima di iniziare, una regola ferrea citata anche nella nostra guida al Trekking Sicuro: lascia il cotone a casa. Il cotone assorbe il sudore come una spugna e non asciuga mai. Ti farà sentire bagnato e infreddolito per tutto il giorno. Scegli sempre materiali sintetici o lana merino.
Strato 1: Base Layer (Traspirazione)
È la tua “seconda pelle”. Deve essere aderente ma comodo.
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Funzione: Non serve a scaldare, ma ad allontanare velocemente il sudore dalla pelle portandolo verso l’esterno.
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Materiali: Polipropilene, Poliestere o Lana Merino (ottima perché non puzza anche dopo ore di cammino e termoregola anche da bagnata).
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Consiglio: In estate basta una t-shirt tecnica; in inverno una maglia termica a maniche lunghe.
Strato 2: Mid Layer (Isolamento Termico)
È lo strato che trattiene il calore corporeo.
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Funzione: Creare una camera d’aria calda attorno al corpo, permettendo comunque all’umidità del primo strato di uscire.
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Cosa usare: Il Pile (fleece) è il re della montagna. È leggero, economico, caldo e asciuga in un attimo.
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Variabili: Esistono pile di diverse grammature (100, 200, 300). Per un trekking dinamico, meglio un pile leggero e traspirante (a “griglia”) rispetto a uno troppo pesante che ti farebbe sudare troppo.
Strato 3: Outer Layer o Guscio (Protezione)
È il tuo scudo contro gli elementi esterni.
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Funzione: Bloccare vento, pioggia e neve.
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Tipologie:
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Softshell: Gusci morbidi, elastici, traspiranti e idrorepellenti (ma non totalmente impermeabili). Perfetti per il 90% delle uscite con tempo incerto ma non disastroso.
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Hardshell: Il classico guscio impermeabile (tipo Gore-Tex). È rigido, blocca totalmente l’acqua e il vento, ma traspira meno. Da avere sempre nello zaino per i temporali.
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E le gambe?
Il principio è lo stesso, ma spesso si semplifica. In estate bastano pantaloni tecnici leggeri (lunghi o modulabili con zip). In inverno o alta quota, si usa un pantalone softshell felpato internamente. Evita i jeans: sono pesanti, rigidi e se si bagnano diventano un incubo.
L’importanza degli accessori
Il sistema a cipolla fallisce se trascuri le estremità:
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Testa: In inverno disperdiamo molto calore dalla testa: porta sempre un berretto. In estate, un cappellino con visiera evita insolazioni.
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Mani: Guanti leggeri sempre a portata di mano, anche in estate se vai sopra i 2000m.
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Piedi: Calze tecniche specifiche per trekking (con rinforzi su tallone e punta). Mai calze di spugna bianca!
Conclusione: Flessibilità è la chiave
Il vantaggio di vestirsi a cipolla è la modularità. Parti con il guscio se fa freddo, toglilo appena inizi a scaldarti, apri la zip del pile se sudi, rimettiti tutto quando ti fermi in vetta. Gestire gli strati in modo dinamico è l’unico modo per mantenere il corpo asciutto e alla temperatura ideale.




